martedì 4 febbraio 2020

Perché andare dallo psicologo/psicoterapeuta, quali gli obbiettivi fondamentali e i benefici del counseling psicologico e della psicoterapia





Perché andare dallo psicologo/psicoterapeuta,
quali gli obbiettivi fondamentali e i benefici del counseling psicologico 
e della psicoterapia


Innanzitutto è fondamentale avere chiara la distinzione tra le specifiche connotazioni professionali e le basilari linee d’intervento tra psicologo, psichiatra, psicologo-psicoterapeuta, psichiatra-psicoterapeuta, così come ho sintetizzato precedentemente (vedi articolo). Fatta questa distinzione, e sempre tenendo a mente che lo psicologo non lavora coi farmaci e dunque non li prescrive, è fondamentale avere ben chiaro che chi va dallo psicologo/psicoterapeuta non è “pazzo” come certa gente ignorante ancora crede: infatti, partendo dalla premessa che lo psicologo/psicoterapeuta interviene anche in aree d’azione che niente hanno a che fare con il malessere mentale (per esempio orientamento scolastico e lavorativo e selezione, mediazione dei conflitti, sostegno alla genitorialità, sviluppo della personalità, gestione delle emozioni, elaborazione del lutto, relazioni interpersonali, terapia di coppia, ecc.), pure quando lo psicologo/psicoterapeuta interviene su problematiche inerenti al malessere psicologico, offre fondamentalmente una relazione di sostegno e d’aiuto basata principalmente sull’ascolto e sull’utilizzo di tecniche che siano volte sostanzialmente alla mobilitazione delle risorse psichiche sane e adattive dell’individuo ed allo sviluppo armonico della sua personalità. Inoltre, tutto il lavoro dello psicologo/psicoterapeuta è rivolto alla rimozione-risoluzione delle cause che si pongono alla base e che sostengono il malessere psichico (e dunque le cause dei sintomi): pertanto questo tipo d’intervento lo distingue sostanzialmente dall’intervento psicofarmacologico (quello dello psichiatra), che invece agisce  specificamente soltanto sui sintomi. E’ altresì importante ricordare che in alcuni casi, quelli in cui i sintomi del malessere siano di una certa gravità, la psicoterapia può essere più efficace se accompagnata da un sostegno psicofarmacologico transitorio: si tratta di quei casi in cui lo psicologo/psicoterapeuta, tenendo conto della gravità della condizione di disagio psicologico del paziente, può ritenere opportuno suggerire il ricorso contestuale alla terapia farmacologica e dunque l’invio da uno psichiatra che prescriva un adeguato trattamento psicofarmacologico.
Mentre nel nostro paese, purtroppo, la figura dello psicologo e dello psicoterapeuta non sono state ancora inglobate in modo capillare nel tessuto del “Sistema Sanitario Nazionale”, come invece per tutte le altre figure specialistiche (si ricordi che lo psicologo-psicoterapeuta ha una specializzazione al pari dei cardiologi, dei neurologi, psichiatri, ginecologi, oculisti, ecc.), in altri paesi europei e soprattutto negli U.S.A. in varie forme e modalità  questo è già accaduto, rendendo più facilmente accessibile alla popolazione il supporto psicologico e psicoterapeutico: in questi paesi la presenza e la disponibilità di uno psicologo è molto facilmente accessibile, e dunque è ormai divenuto capillare il ricorso della popolazione al sostegno psicologico (paesi in cui quasi tutti i cittadini hanno il loro psicologo di riferimento, esattamente come da noi il medico di base).  Fatta questa considerazione è triste pensare che nel nostro paese viviamo in un sistema in cui la classe politica ancora non ha recepito l’importanza dell’intervento psicologico per la salute, salute così come concepita nella sua articolazione globale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): infatti non può esistere una condizione di salute laddove non vi sia una condizione di equilibrio e di armonia psicologica, e dunque una larga misura di patologie fisiologiche si sviluppano da una condizione di malessere psichico. Ne consegue che uno Stato che nei suoi organi governativi sia inconsapevole, disattento, negligente al riguardo dell’importanza delle garanzie di supporto psicologico e psicoterapeutico, non abbia abbastanza a cuore la salute della sua popolazione. Ed è questo il motivo fondamentale per cui, a causa della negligenza dei nostri organi governativi, finora il supporto psicologico e psicoterapeutico è ampiamente affidato alla pratica professionale privata, a discapito della popolazione e soprattutto di tutti coloro che economicamente non possono permettersi di ricorrere a un sostegno psicologico e psicoterapeutico qualificato. Ma lasciamo cadere queste note dolenti e vediamo di chiarire quali possono essere gli obbiettivi e i benefici della consulenza psicologica e della psicoterapia, sempre partendo dalla premessa che il grado di specializzazione di uno psicologo è inferiore a quello di uno psicologo-psicoterapeuta, e che l’intervento di consulenza psicologica (che può essere svolto dallo psicologo e anche dallo psicologo-psicoterapeuta) è meno articolato e profondo della psicoterapia (che può essere svolta soltanto dallo psicologo-psicoterapeuta o dallo psichiatra-psicoterapeuta, ma non dallo psicologo non psicoterapeuta).
Quando andrai da uno psicologo o da uno psicoterapeuta il lavoro svolto sarà sempre orientato al raggiungimento dei seguenti obbiettivi e benefici fondamentali:

· l’attenuazione o la scomparsa dei sintomi (riduzione ansia, depressione, psicosomatizzazioni, stress, ecc.)
·        lo sviluppo dell’insight (presa di coscienza e consapevolezza)
·        l’incremento del proprio senso di agency (senso di padronanza della propria vita e di azione, consapevolezza delle proprie potenzialità, capacità progettuali, proattività)
·        il rafforzamento o il consolidamento del proprio senso di identità (autenticità, auto-accettazione, senso esistenziale, differenziazione del Sé)
·        l’incremento dell’autostima, realisticamente fondata (fiducia in se stessi)
·        il miglioramento nel riconoscere e gestire le proprie emozioni e i propri sentimenti (stabilità emotiva, intelligenza emotiva, comunicazione)
·        l’aumento della forza dell’Ego e della coesione del Sé (resilienza, assertività)
·        l’espansione della capacità di amare, lavorare, e dipendere appropriatamente dagli altri (relazioni migliori, produttività, comunicazione efficace)

Quando inizi un percorso di consulenza psicologica (intervento tipicamente breve) tieni sempre a mente che lo spettro d’azione di questo tipo d’intervento è limitato, e che molto difficilmente può agire sulla struttura della tua personalità. Quando dovessi iniziare un percorso di psicoterapia, ricordati che la frequenza e la durata del lavoro psicoterapeutico è molto importante, e che per condurre un lavoro dotato di continuità, di senso e di buona efficacia, la frequenza dovrebbe essere auspicabilmente di almeno una seduta alla settimana, e che la durata non dovrebbe essere inferiore alle 20 sedute. Sii inoltre consapevole che per problematiche di lieve entità può essere sufficiente una consulenza psicologica o una psicoterapia breve, ma per problematiche che coinvolgono l’organizzazione e il livello evolutivo della tua personalità, vale a dire difficoltà insite nei pilastri della tua personalità, per avere risultati stabili è necessaria una psicoterapia che vada oltre le 20-30 sedute, ovvero una psicoterapia di media o lunga durata, condotta con continuità e senza interruzioni.


Dott. Antonello Viola
psicologo-psicoterapeuta
Studio Cagliari:
Via San Lucifero, 65
Studio Sinnai:
Via Pierluigi da Palestrina, 15
Cell: 3200757817
e-mail: antonello.viola@gmail.com
web:   https://psicologo-cagliari-dott-viola.jimdofree.com/
             www.antonelloviola.com
             www.psicologi-psicoterapeuti-cagliari.it

lunedì 3 febbraio 2020

Chi sono lo psicologo, lo psichiatra e lo psicoterapeuta, come si differenziano e quando recarsi da essi



Chi sono lo psicologo, lo psichiatra e lo psicoterapeuta, 
come si differenziano e quando recarsi da essi


Tuttora esiste ancora una certa disinformazione e confusione al riguardo delle caratteristiche professionali e delle relative funzioni e linee d’intervento dello psicologo, dello psichiatra e dello psicoterapeuta, e proprio in conseguenza di tale confusione talvolta gli utenti non riescono a indirizzarsi correttamente verso la figura specialistica più opportuna, sulla base delle loro esigenze e problematiche. Innanzitutto cerchiamo di chiarire chi sono queste 3 figure professionali:

E’ psicologo colui che ha conseguito una laurea in psicologia (di grado specialistico) e ha superato l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della libera professione: nel caso in cui lo psicologo eserciti la professione deve essere iscritto a un albo dell’ordine professionale. Lo psicologo ha tutte le competenze per poter effettuare una diagnosi psicologica ed esercitare la consulenza psicologica, ovvero interventi brevi volti alla valutazione, alla cura ed alla riabilitazione psicologica.
E’ psichiatra colui che ha conseguito una laurea in medicina, ha superato l’esame di abilitazione all’esercizio della professione medica, e ha conseguito il diploma di specializzazione post-lauream in psichiatria (generalmente di 5 anni). Nel caso in cui lo psichiatra eserciti la professione deve essere ovviamente iscritto all’albo dell’ordine professionale.
E’ psicoterapeuta uno psicologo o uno psichiatra che abbiano svolto una scuola di specializzazione post-lauream (solitamente quadriennale) in psicoterapia, specializzando le loro competenze di base (di psicologo o di psichiatra) nell’intervento psicoterapeutico, in un indirizzo teorico-pratico specifico: esistono parecchie scuole di specializzazione in psicoterapia, ciascuna orientata a un modello teorico-pratico ben preciso (per esempio: psicoanalitico, psicodinamico, cognitivo-comportamentale, gestaltico, transazionale, bionomico-autogeno, ipnoterapeutico, ecc.).

E’ bene tenere presente che lo psichiatra, dopo la specializzazione in psichiatria, se vuole può legittimamente fregiarsi del titolo di “psicoterapeuta”, avendo ricevuto durante la scuola specialistica in psichiatria una formazione di base in psicoterapia, certamente non ampia ed esaustiva come quella ricevuta da uno psicologo o da uno psichiatra che abbia però frequentato specificamente una scuola di specializzazione in psicoterapia, la sola che può garantire una formazione approfondita ed esaustiva in psicoterapia.

Fatte queste premesse in merito alla formazione specifica di queste 3 figure professionali, vediamo di chiarire ora quali possono essere le linee di intervento seguite da esse, e come scegliere la figura più adatta alle tue esigenze.

Lo psichiatra: essendo un medico con formazione specialistica in psichiatria generalmente imposta il suo intervento sulla valutazione diagnostica (diagnosi psichiatrica) del problema lamentato dal paziente, prescrivendo normalmente un trattamento farmacologico (lo psichiatra ti prescrive la medicina che ritenga più adeguata ad attenuare i tuoi sintomi). A meno che lo psichiatra non sia anche psicoterapeuta (come precedentemente specificato, dunque dotato di diploma di specializzazione in psicoterapia) molto raramente farà anche psicoterapia, vale a dire, difficilmente ti dedicherà un tempo sufficiente (almeno un’ora a seduta) per lavorare con la tua problematica psicologica, utilizzando una serie di tecniche mirate, e con esse cercando di risolvere le cause che determinano il tuo malessere e il tuo disadattamento. Ricorda sempre che il farmaco agisce sui sintomi e non sulle cause di questi: pertanto la medicina può esserti d’aiuto per attenuare i sintomi, ma non per risolvere i fattori causali insiti nel dinamismo della tua personalità. Pertanto, è bene che l’utente sia consapevole che tranne le problematiche di lieve entità, il farmaco non potrà mai risolvere stabilmente il disadattamento e la disfunzionalità psichica, proprio perché non agisce sulla causa del problema. Ne consegue che fintanto che il problema non sia affrontato alla radice (auspicabilmente con una psicoterapia) esso si ripresenterà, costringendo la persona a un’assunzione continuativa del farmaco, con tutti i rischi annessi e connessi.

Lo psicologo: ha una formazione di base che gli consente di inquadrare da un punto di vista diagnostico la problematica psicologica, e di fare un lavoro volto alla riabilitazione, ovvero mobilitare le risorse sane della personalità per il recupero di un livello sufficiente di funzionalità e di adattamento psicologico. Questo lavoro si effettua nei limiti della consulenza psicologica, ovvero interventi brevi (solitamente da 1 a 10 sedute) focalizzate sulla problematica lamentata dal paziente, la chiarificazione e la risoluzione delle cause del problema-disagio. Lo psicologo oltre che fare valutazione, psicodiagnosi e consulenza, può eventualmente indirizzare a una psicoterapia e/o a un trattamento farmacologico: infatti lo psicologo non tratta il problema con i farmaci, essendo questa una prerogativa della linea d’intervento del medico-psichiatra o del medico-neurologo.

Lo psicologo-psicoterapeuta: ha una formazione specialistica che gli consente di effettuare una valutazione psicodiagnostica accurata, e di conseguenza di orientare il suo intervento sulla risoluzione delle cause che si pongono alla base del problema di disadattamento-disfunzionalità psicologica del paziente. Questo specialista può dunque, a seconda della valutazione dell’entità e della configurazione del problema,  basare il suo intervento su un lavoro di consulenza psicologica relativamente breve, o su una psicoterapia, un lavoro usualmente più lungo (solitamente oltre le dieci sedute, tipicamente 10-30 sedute nelle psicoterapie brevi, e oltre le 30 sedute nelle psicoterapie analitiche-psicodinamiche o in tutti gli interventi psicoterapeutici che si propongano di produrre cambiamenti nel dinamismo profondo della personalità). Anche lo psicologo-psicoterapeuta, qualora lo ritenga opportuno, può avviare il paziente alla richiesta di un supporto farmacologico presso uno psichiatra o un neurologo.

Pertanto, alla luce di questo quadro esplicativo dovrebbe essere abbastanza inequivocabile l’esigenza di chiarire da tutto principio il tipo d’intervento e quindi di figura specialistica ricercata:

·    se hai bisogno di una consulenza psicologica, ovvero se hai bisogno di far luce sull’entità del tuo disagio psicologico puoi recarti da uno psicologo, o da uno psicologo-psicoterapeuta;

·    se hai bisogno di capire l’entità del tuo problema e di trattarlo in profondità, fino a produrre dei cambiamenti relativamente stabili e frutto della destrutturazione dei fattori causali del tuo malessere, puoi rivolgerti a uno psicologo-psicoterapeuta oppure a uno psichiatra-psicoterapeuta (in quest’ultimo caso possibilmente accertati se lo psichiatra ha svolto anche una scuola di specializzazione in psicoterapia, e se effettivamente svolge delle sedute sufficientemente lunghe, almeno un’ora, di psicoterapia);

·   se hai bisogno di trattare farmacologicamente il tuo problema rivolgiti a uno psichiatra, o alternativamente a un neurologo: da essi potrai ricevere l’indicazione del trattamento psicofarmacologico più adeguato.


Dott. Antonello Viola
psicologo-psicoterapeuta
Studio Cagliari:
Via San Lucifero, 65
Studio Sinnai:
Via Pierluigi da Palestrina, 15
Cell: 3200757817
e-mail: antonello.viola@gmail.com
web: https://psicologo-cagliari-dott-viola.jimdofree.com/
         www.antonelloviola.com
         www.psicologi-psicoterapeuti-cagliari.it