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Ripetere il dolore: il paradosso della psiche

  Dalla coazione a ripetere alla pulsione di morte: il contributo rivoluzionario di Freud   Nel panorama della teoria psicoanalitica, l’opera Al di là del principio del piacere di Sigmund Freud rappresenta una svolta concettuale di straordinaria portata. In essa, Freud mette in discussione uno dei capisaldi della sua prima metapsicologia : l’idea che l’apparato psichico sia regolato principalmente dal principio di piacere , ovvero dalla tendenza a evitare il dispiacere e a ricercare stati di soddisfazione . L’osservazione clinica, tuttavia, conduce Freud a confrontarsi con fenomeni che sembrano contraddire questa impostazione. Pazienti che rivivono esperienze traumatiche nei sogni, individui che reiterano scelte relazionali dolorose, soggetti che si espongono ripetutamente a situazioni di sofferenza : tutto ciò suggerisce che la psiche non sia guidata esclusivamente dalla ricerca del piacere. È proprio a partire da questa tensione teorica che emerge il concetto di coazione ...
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Il linguaggio nascosto dei sogni

 Dalla psicoanalisi alle neuroscienze: come i sogni rivelano, organizzano e trasformano la nostra esperienza interiore in psicoterapia Il sogno rappresenta da sempre uno dei fenomeni più enigmatici e affascinanti della vita psichica. In ambito psicoterapeutico, esso non è semplicemente un prodotto del sonno, ma una forma di esperienza mentale dotata di significato, capace di rivelare aspetti profondi del funzionamento psicologico dell’individuo. Nel corso della storia della psicologia, il sogno è stato interpretato in modi differenti: come espressione mascherata di desideri inconsci, come linguaggio simbolico dell’inconscio collettivo, oppure come processo neurocognitivo legato alla regolazione emotiva e alla memoria. Al di là delle differenze teoriche, ciò che accomuna questi approcci è il riconoscimento del sogno come uno spazio privilegiato di accesso al mondo interno del paziente. In psicoterapia, lavorare sui sogni significa entrare in contatto con modalità di pensiero ed esp...

Depersonalizzazione e Derealizzazione: Quando Sé e Realtà Sembrano Estranei

 Scopri come riconoscere questi stati dissociativi, le differenze tra essi e l’importanza del lavoro psicoterapeutico per ritrovare contatto con te stesso e il mondo La percezione del sé e del mondo circostante è alla base della nostra esperienza quotidiana. Tuttavia, in alcune circostanze, questa percezione può risultare alterata, dando luogo a fenomeni noti come depersonalizzazione e derealizzazione . Questi stati psicologici, pur spesso transitori, possono diventare persistenti e fonte di notevole disagio. Comprendere le loro caratteristiche, origini e implicazioni cliniche è fondamentale per la psicologia, la psichiatria e per l’intervento terapeutico. Depersonalizzazione: definizione e contesto La depersonalizzazione è definita come una sensazione di distacco o estraneità da sé stessi, dai propri pensieri, emozioni o corpo. La persona può sperimentare: Sentirsi osservatori esterni delle proprie azioni. Percepire il proprio corpo o le proprie sensazioni come artificiali,...

La Persona nella psicologia di Jung: la maschera sociale che struttura la nostra identità

Dalla metafora teatrale latina alla psicologia analitica: come la " Persona" media tra individuo e società e perché il suo equilibrio è centrale nel lavoro psicoterapeutico Nel pensiero di Carl Gustav Jung , uno dei concetti più affascinanti e clinicamente rilevanti è quello di Persona . Sebbene spesso venga ridotto a una semplice “maschera sociale”, il suo significato è in realtà molto più ricco e complesso. La Persona rappresenta il punto di contatto tra l’individuo e la società, tra il mondo interno della psiche e le aspettative dell’ambiente esterno. Comprenderla significa comprendere uno dei meccanismi fondamentali attraverso cui la personalità si struttura, si protegge e talvolta si smarrisce. Esplorare il concetto di Persona permette dunque di cogliere non solo un elemento centrale della teoria junghiana, ma anche un nodo cruciale nel lavoro psicoterapeutico: il rapporto tra ciò che mostriamo al mondo e ciò che realmente siamo. Le origini del concetto di Persona I...

L’ipnosi progressiva in psicoterapia: una tecnica con un notevole potenziale d’efficacia terapeutica

 Visualizza il tuo futuro, trasforma ansia e insicurezze in fiducia e forza interiore   In ambito psicoterapeutico, le tecniche ipnotiche hanno da sempre suscitato interesse per il loro potenziale di modulare la percezione, le emozioni e il comportamento. Tra le più conosciute troviamo l’ipnosi regressiva , spesso divulgata attraverso numerosi libri e articoli accademici dedicati alla regressione d’età , utile per rivivere esperienze passate e rielaborarle in chiave terapeutica (Gentry, 2000). Tuttavia, meno nota ma altrettanto promettente è la ipnosi progressiva , o progressione d’età , che si concentra sul futuro del paziente piuttosto che sul passato. Cos’è l’ipnosi progressiva L’ipnosi progressiva è una tecnica in cui, attraverso uno stato di trance ipnotica guidata, il paziente viene proiettato mentalmente verso scenari futuri desiderati. Questa tecnica è spesso indicata come orientamento al futuro e differisce sostanzialmente dalla regressione d’età: mentre la regress...

COME GLI SMARTPHONE INFLUENZANO IL CERVELLO

Cosa accade davvero a attenzione, sonno, emozioni e sviluppo quando uno smartphone entra troppo presto nella vita di un bambino In questo articolo condivido le informazioni e le raccomandazioni recentemente diffuse dall’ Institute of Child Psychology (Leduc, Alberta, Canada), perché offrono uno sguardo chiaro e basato su evidenze sugli effetti negativi dell’uso degli smartphone nei bambini (e non solo, alcuni di questi effetti riguardano anche gli adolescenti e gli adulti ). Le ricerche richiamate mostrano come l’esposizione precoce e prolungata agli schermi possa interferire con lo sviluppo cerebrale, la regolazione emotiva, l’attenzione, il sonno e la capacità di autoregolarsi, delineando un quadro che merita attenzione sia educativa sia clinica. Queste indicazioni non rappresentano allarmismi, ma un invito a comprendere meglio l’impatto neurobiologico e psicologico della tecnologia nelle prime fasi della vita, così da orientare scelte più consapevoli nella crescita dei bambini e...