Il bisogno di sicurezza nella teoria di Abraham Maslow: significato, implicazioni esistenziali e rilevanza psicoterapeutica
Il bisogno di sicurezza rappresenta uno dei pilastri della teoria motivazionale elaborata da Abraham Maslow, psicologo umanista che ha profondamente influenzato la psicologia del Novecento. All’interno della sua celebre gerarchia dei bisogni, esso occupa il secondo livello, immediatamente successivo ai bisogni fisiologici. Non si tratta semplicemente di una necessità materiale o di protezione fisica, ma di una dimensione complessa che coinvolge la stabilità emotiva, la prevedibilità del mondo e la continuità dell’identità personale.
Comprendere questo bisogno significa esplorare un nodo fondamentale della vita psichica e relazionale, nonché un tema centrale nella pratica psicoterapeutica.
Concettualizzazione del bisogno di sicurezza
Secondo Maslow, il bisogno di sicurezza emerge quando i bisogni fisiologici sono relativamente soddisfatti. Esso include:
-
protezione da pericoli fisici e minacce;
-
stabilità economica e lavorativa;
-
ordine, struttura e prevedibilità;
-
protezione emotiva e relazionale;
-
continuità e coerenza dell’ambiente.
Maslow osservava che il bambino manifesta in modo evidente questa necessità: routine, figure di riferimento stabili e ambienti prevedibili costituiscono le fondamenta per lo sviluppo psichico. L’adulto, invece, può negare o razionalizzare tale bisogno, ma continua a esserne profondamente influenzato.
Quando la sicurezza è minacciata, l’individuo tende a regredire verso modalità di funzionamento più primitive, orientate alla difesa e alla sopravvivenza.
Contestualizzazione storica e culturale
La teoria di Maslow nasce nel contesto del secondo dopoguerra, un periodo segnato da traumi collettivi, instabilità e ricostruzione sociale. In questo scenario, la sicurezza assume un significato non solo individuale ma anche sociale: la ricerca di stabilità diventa una forza motivazionale centrale.
Oggi, in un mondo caratterizzato da precarietà lavorativa, incertezza economica e mutamenti sociali rapidi, il bisogno di sicurezza è tornato ad essere particolarmente evidente. Ansia diffusa, bisogno di controllo, attaccamento a ideologie rigide o polarizzazioni sociali possono essere letti come tentativi di ristabilire un senso di prevedibilità.
Nessi con altri ambiti teorici
Teoria dell’attaccamento
Le intuizioni di Maslow trovano importanti convergenze con la teoria dell’attaccamento di John Bowlby.
Secondo Bowlby, la sicurezza emotiva si costruisce attraverso relazioni primarie affidabili. Il cosiddetto “attaccamento sicuro” permette al bambino di esplorare il mondo e sviluppare autonomia. In assenza di tale base sicura, si strutturano modelli interni caratterizzati da ansia, evitamento o disorganizzazione.
La sicurezza, dunque, non è solo un bisogno individuale, ma un prodotto relazionale.
Psicoanalisi e difese
In ambito psicoanalitico, la sicurezza è collegata ai meccanismi di difesa. Autori come Sigmund Freud hanno evidenziato come l’apparato psichico costruisca strategie per proteggersi dall’angoscia. Difese come il controllo, la razionalizzazione o l’iperorganizzazione possono essere interpretate come tentativi di ristabilire una percezione di sicurezza.
Psicologia esistenziale
Nella prospettiva esistenziale, la sicurezza si confronta con l’insicurezza ontologica. Pensatori come Rollo May hanno sottolineato che l’essere umano vive in una tensione continua tra bisogno di stabilità e apertura al rischio. L’angoscia non è solo patologica, ma anche una condizione inevitabile della libertà.
Il bisogno di sicurezza nella dimensione esistenziale
Sul piano esistenziale, la sicurezza non riguarda solo la protezione, ma il senso stesso dell’essere nel mondo. Alcuni aspetti fondamentali includono:
Continuità dell’identità
La percezione di stabilità favorisce la costruzione di un senso coerente del sé. Quando questa continuità è compromessa (traumi, perdite, cambiamenti radicali), emergono crisi identitarie e sentimenti di disorientamento.
Fiducia nel futuro
La sicurezza è legata alla possibilità di progettare e immaginare il domani. L’ansia cronica e la precarietà limitano la capacità di investire in relazioni, lavoro e crescita personale.
Tolleranza dell’incertezza
Una sicurezza autentica non elimina l’incertezza, ma consente di tollerarla. L’individuo maturo non ricerca una stabilità assoluta, bensì una base interna che permetta di affrontare il cambiamento.
Il bisogno di sicurezza nella dimensione relazionale
Le relazioni interpersonali rappresentano uno spazio privilegiato in cui la sicurezza si costruisce o si destabilizza.
Fiducia e vulnerabilità
La sicurezza relazionale permette di mostrarsi autentici. Senza tale base, emergono dinamiche di controllo, dipendenza o evitamento.
Dinamiche di potere e controllo
Il bisogno di sicurezza può trasformarsi in rigidità, gelosia, possessività o bisogno di dominio. In molti casi, il controllo sugli altri rappresenta un tentativo di compensare un senso interno di instabilità.
Regolazione emotiva
La sicurezza relazionale facilita la regolazione delle emozioni. Relazioni caotiche o imprevedibili aumentano invece l’iperattivazione ansiosa o il distacco emotivo.
Implicazioni psicopatologiche
Quando il bisogno di sicurezza è frustrato o traumatizzato, possono emergere diverse manifestazioni:
-
disturbi d’ansia;
-
fobie e comportamenti evitanti;
-
rigidità ossessiva;
-
dipendenza affettiva;
-
disturbi di personalità;
-
somatizzazioni.
Molte strutture psicopatologiche possono essere lette come strategie di protezione.
Il bisogno di sicurezza nel processo psicoterapeutico
La relazione terapeutica come base sicura
La psicoterapia crea uno spazio protetto in cui l’individuo può esplorare emozioni e vissuti senza sentirsi minacciato. La relazione terapeutica funge da “base sicura”, concetto in linea con la teoria dell’attaccamento.
Stabilità e prevedibilità
Orari, setting, confini e continuità costituiscono elementi fondamentali per costruire sicurezza. Il paziente può gradualmente interiorizzare questa stabilità.
Dalla dipendenza all’autonomia
Il percorso terapeutico accompagna il paziente dalla ricerca esterna di sicurezza verso una sicurezza interna. Ciò implica:
-
sviluppo di autoefficacia;
-
capacità di autoregolazione;
-
tolleranza dell’incertezza;
-
fiducia nelle proprie risorse.
Lavoro sul trauma
Nei pazienti traumatizzati, il bisogno di sicurezza è centrale. Tecniche di stabilizzazione, grounding e regolazione emotiva precedono l’elaborazione profonda dei vissuti.
Sicurezza e crescita personale
Maslow sottolineava che solo quando la sicurezza è sufficientemente soddisfatta, l’individuo può orientarsi verso bisogni superiori, come appartenenza, stima e autorealizzazione. Tuttavia, la maturità non consiste nell’eliminare il bisogno di sicurezza, ma nel trasformarlo:
-
da protezione esterna a stabilità interna;
-
da rigidità a flessibilità;
-
da evitamento a esplorazione.
Il bisogno di sicurezza rappresenta una dimensione trasversale della vita psichica. Esso non è solo una fase evolutiva, ma una tensione permanente tra stabilità e cambiamento. Le prospettive di Maslow, integrate con l’attaccamento, la psicoanalisi e la psicologia esistenziale, evidenziano come la sicurezza sia al tempo stesso un’esperienza relazionale, una costruzione interna e un prerequisito della crescita.
Nel contesto psicoterapeutico, lavorare su questo bisogno significa accompagnare la persona verso una forma più profonda di fiducia: non la certezza che nulla accadrà, ma la convinzione di poter affrontare ciò che accade.
PER INFORMAZIONI:
Studio Psicoterapia e Consulenza Psicologica
Dott. Antonello Viola
Sedi: Settimo San Pietro (CA), Via Basilicata n. 5
Tel. 3200757817 (anche whatsapp)
e-mail: antonello.viola@gmail.com
web: antonelloviola.com





