La personalità è un sistema dinamico che si struttura e si evolve nel corso della vita. Comprendere i livelli evolutivi della personalità, secondo la teoria di Otto Kernberg, insieme alle dimensioni anaclitica e introiettiva, rappresenta una chiave preziosa per interpretare il funzionamento psichico, le difficoltà esistenziali e guidare efficacemente la psicoterapia.
I tre livelli evolutivi secondo Kernberg
Otto Kernberg ha proposto un modello di livelli evolutivi di personalità che rimane oggi uno dei riferimenti principali in psicologia dinamica e clinica. I tre livelli principali sono:
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Livello psicotico
Caratterizzato da una struttura della personalità gravemente fragile, con difficoltà a distinguere tra realtà interna e realtà esterna. La regolazione affettiva è molto instabile, e il senso di identità è profondamente compromesso. Le relazioni interpersonali sono spesso caotiche o intrinsecamente minacciose, e i meccanismi difensivi sono primitivi, come la scissione e la negazione. -
Livello borderline
In questo livello, l’identità è più strutturata, ma rimane vulnerabile. Le emozioni sono intense e spesso difficili da modulare. I conflitti interni e le ansie relazionali si manifestano con comportamenti oscillanti, idealizzazione/devalutazione delle figure significative e difficoltà nella gestione della frustrazione. È un livello cruciale in psicoterapia perché la persona mostra risorse potenziali, ma anche vulnerabilità marcate. -
Livello nevrotico/maturo
Qui la personalità è stabile, con una buona integrazione tra identità, affetti e relazioni. I conflitti interni vengono gestiti con strategie adattive e difese mature come l’umorismo, la sublimazione o la razionalizzazione. La persona ha capacità di introspezione, empatia e autonomia relazionale, pur mantenendo consapevolezza dei propri limiti.
Questo schema non è rigido: ogni individuo può mostrare caratteristiche miste o passare da un livello a un altro nel corso della vita, soprattutto attraverso esperienze significative o il percorso terapeutico.
Dimensioni anaclitica e introiettiva
Parallelamente, la personalità si articola lungo due dimensioni principali di funzionamento emotivo e relazionale, sviluppate da Blatt e altri studiosi:
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Dimensione anaclitica: orientata verso la relazione e la sicurezza affettiva. La persona teme l’abbandono e cerca sostegno e conferme dagli altri. Le difficoltà anaclitiche si manifestano come ansia da separazione, dipendenza affettiva o bisogno costante di approvazione.
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Dimensione introiettiva: orientata verso l’autonomia interna, il senso di sé e la coerenza morale. La persona tende all’autocritica, al perfezionismo e al senso di colpa. Le difficoltà introiettive si manifestano come depressione, auto-colpevolizzazione e senso di inadeguatezza.
Ogni individuo possiede entrambe le dimensioni, ma la predominanza di una o dell’altra influisce profondamente sul modo in cui affronta conflitti, emozioni e relazioni.
Implicazioni nel dinamismo psichico ed esistenziale
La combinazione tra livello evolutivo e orientamento anaclitico o introiettivo determina il dinamismo psichico della persona: il modo in cui desideri, paure e conflitti interni si manifestano e si gestiscono nella vita quotidiana.
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Un individuo borderline con predominanza anaclitica può vivere relazioni intensamente ambivalenti, oscillando tra bisogno di vicinanza e paura di abbandono.
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Un individuo nevrotico con predominanza introiettiva può affrontare il mondo con autocritica intensa, perfezionismo e difficoltà a concedersi serenità emotiva.
Conoscere queste dimensioni permette di prevedere quali conflitti emergeranno spontaneamente in terapia e quali risorse possono essere valorizzate.
Importanza nella psicoterapia
Integrare la conoscenza dei livelli evolutivi di Kernberg e delle dimensioni anaclitica/introiettiva consente al terapeuta di:
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Modulare l’intervento: approcci empatici e relazionali sono più efficaci con pazienti anaclitici, mentre interventi di riflessione e chiarificazione funzionano meglio con pazienti introiettivi.
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Riconoscere le resistenze: ansia da separazione o autocritica intensa non sono ostacoli, ma segnali del funzionamento psicologico della persona.
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Favorire crescita integrata: la terapia può bilanciare le due dimensioni, promuovendo autonomia e capacità relazionali.
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Consolidare le risorse interne: nei livelli borderline o nevrotici, il percorso terapeutico aiuta a stabilizzare l’identità e rafforzare le strategie adattive.
In sintesi, i concetti di Kernberg e le dimensioni anaclitica/introiettiva non sono solo teorie, ma strumenti pratici per comprendere la complessità della mente umana e accompagnare il paziente verso maggiore integrazione, equilibrio emotivo e benessere relazionale.
PER INFORMAZIONI:
Studio Psicoterapia e Consulenza Psicologica
Dott. Antonello Viola
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