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giovedì 29 gennaio 2026

I Sistemi Motivazionali In Psicoterapia: dalla pulsione alla relazione

 


I Sistemi Motivazionali in psicoterapia: dalla pulsione alla relazione

Sistemi motivazionali in psicoterapia: Dott. Antonello Viola psicologo Cagliari

I sistemi motivazionali come bussola del funzionamento psichico e della pratica clinica

 

Ogni essere umano, nel corso della propria vita, si muove guidato da forze profonde che orientano desideri, emozioni, scelte e relazioni. Queste forze non agiscono in modo casuale né sono riducibili a semplici impulsi istintuali o a costruzioni cognitive astratte. La psicoterapia contemporanea, integrando contributi evoluzionistici, neuroscientifici e interpersonali, ha progressivamente messo a fuoco l’esistenza di sistemi motivazionali innati, organizzati per obiettivi, che regolano il comportamento umano in funzione della sopravvivenza e della vita sociale.

In questa prospettiva, il disagio psichico non viene più inteso solo come conflitto intrapsichico o distorsione cognitiva, ma come esito di rigidità, conflitti o disorganizzazioni nei sistemi motivazionali che governano la relazione con sé e con l’altro. Comprendere tali sistemi significa dotarsi di una vera e propria mappa clinica, capace di orientare la lettura del funzionamento del paziente e le scelte terapeutiche.

L’obiettivo di questo contributo è presentare in modo sistematico la teoria dei sistemi motivazionali, illustrarne l’impatto sul dinamismo psichico e mostrare come essa possa essere utilizzata efficacemente nella pratica clinica psicoterapeutica.

 

I sistemi motivazionali: definizione e cornice teorica

I sistemi motivazionali sono configurazioni innate e funzionali, frutto dell’evoluzione biologica, che organizzano il comportamento, l’esperienza emotiva e i processi cognitivi in funzione di specifici scopi adattivi. Essi non si attivano in modo simultaneo, ma alternativamente, in risposta a segnali interni ed esterni rilevanti.

A differenza del modello pulsionale classico, i sistemi motivazionali:

  • sono orientati a obiettivi relazionali;

  • integrano emozioni, azioni e aspettative;

  • si esprimono prevalentemente nel contesto interpersonale.

Questa concezione, sviluppata in particolare nell’ambito della psicopatologia evoluzionista e della psicoterapia cognitivo‑interpersonale (Liotti e collaboratori), rappresenta oggi uno dei riferimenti teorici più solidi per comprendere il funzionamento umano normale e patologico.


I principali sistemi motivazionali interpersonali

 

1. Sistema dell’attaccamento

È il sistema deputato alla ricerca di protezione e vicinanza in condizioni di pericolo, vulnerabilità o stress. La sua attivazione genera emozioni come paura, ansia di separazione e bisogno di conforto; la sua soddisfazione conduce a stati di sicurezza, fiducia e regolazione emotiva.

Un funzionamento disorganizzato o insicuro di questo sistema è alla base di molte forme di sofferenza psicologica.

2. Sistema dell’accudimento (caregiving)

Complementare all’attaccamento, orienta alla protezione e alla cura dell’altro vulnerabile. È associato a emozioni di compassione, tenerezza e responsabilità. In ambito clinico, può manifestarsi sia come risorsa empatica sia, se ipertrofico, come modalità di annullamento di sé.

3. Sistema sessuale e di coppia

Regola il desiderio, l’attrazione e la formazione dei legami diadici. Integra componenti biologiche, affettive e relazionali. Conflitti in questo sistema possono generare vissuti di vergogna, gelosia, paura del rifiuto o evitamento dell’intimità.

4. Sistema agonistico o di rango

È il sistema che organizza le dinamiche di competizione, status, dominanza e sottomissione. Le emozioni tipiche sono rabbia, invidia, vergogna e orgoglio. Una sua attivazione cronica è frequentemente osservabile nei disturbi di personalità e nei quadri caratterizzati da ipercontrollo o autosvalutazione.

5. Sistema cooperativo

Guida la collaborazione paritaria finalizzata a obiettivi condivisi. È associato a emozioni di fiducia, entusiasmo e appartenenza. La sua attivazione rappresenta uno degli indicatori più importanti di funzionamento adattivo e di alleanza terapeutica


Sistemi motivazionali e dinamismo psichico

 

Emozioni come segnali motivazionali

Le emozioni possono essere comprese come indicatori dello stato di attivazione o frustrazione di un sistema motivazionale. In questa ottica, esse non sono reazioni irrazionali da controllare, ma informazioni fondamentali sul bisogno in gioco.

Conflitti tra sistemi

Gran parte della sofferenza psicologica deriva da conflitti tra sistemi motivazionali attivati simultaneamente (ad esempio attaccamento e rango), che generano ambivalenze, blocchi decisionali e sintomatologia ansioso‑depressiva.

Psicopatologia come rigidità motivazionale

Quando un sistema motivazionale diventa dominante e rigido, impedendo l’accesso flessibile agli altri, il funzionamento psichico perde adattività. La psicopatologia può essere letta come una perdita di flessibilità motivazionale.


L’uso clinico della teoria dei sistemi motivazionali

 

Lettura del qui‑e‑ora terapeutico

Il terapeuta può osservare quale sistema è attivo nella relazione terapeutica, utilizzando le emozioni e i comportamenti del paziente come indicatori diagnostici dinamici.

Comprensione dei pattern relazionali

La teoria consente di decodificare schemi relazionali ripetitivi non come tratti di personalità statici, ma come modalità apprese di attivazione motivazionale.

Promozione della flessibilità

Uno degli obiettivi centrali della psicoterapia diventa aiutare il paziente a muoversi tra diversi sistemi motivazionali, ampliando il repertorio emotivo e comportamentale.

 

La relazione terapeutica come contesto correttivo

La relazione terapeutica, se orientata prevalentemente al sistema cooperativo e di accudimento sicuro, offre un’esperienza emotiva correttiva capace di riorganizzare i sistemi disfunzionali.


La teoria dei sistemi motivazionali rappresenta oggi una delle cornici più integrate e clinicamente feconde per comprendere il funzionamento psichico umano. Essa consente di collegare emozioni, relazioni e psicopatologia in un modello unitario, offrendo allo psicoterapeuta una guida preziosa per l’osservazione, la formulazione del caso e l’intervento.

In definitiva, lavorare sui sistemi motivazionali significa restituire al paziente la possibilità di orientarsi nel mondo relazionale con maggiore libertà, sicurezza e consapevolezza.

Una clinica orientata alla vita relazionale

L’adozione della prospettiva dei sistemi motivazionali segna un passaggio epistemologico rilevante nella psicoterapia contemporanea: dal tentativo di correggere sintomi o contenuti mentali isolati a un lavoro più profondo sul modo in cui l’individuo entra in relazione con il mondo umano. In questa ottica, il cambiamento terapeutico non coincide semplicemente con la riduzione della sofferenza, ma con l’ampliamento delle possibilità motivazionali attraverso cui la persona può leggere sé stessa, gli altri e le situazioni.

La clinica mostra come molti pazienti siano intrappolati in configurazioni motivazionali ripetitive, spesso apprese precocemente, che limitano l’accesso a esperienze affettive alternative. Il lavoro psicoterapeutico, allora, diventa uno spazio privilegiato in cui tali configurazioni possono essere riconosciute, esperite nel qui-e-ora e gradualmente riorganizzate. La relazione terapeutica, quando si struttura prevalentemente su basi cooperative e di accudimento sicuro, offre un contesto emotivo in grado di favorire questa trasformazione.

In tal senso, i sistemi motivazionali non costituiscono solo uno strumento descrittivo o diagnostico, ma una vera e propria bussola clinica: orientano l’ascolto del terapeuta, guidano le scelte di intervento e permettono di comprendere il significato profondo delle emozioni che emergono nel processo terapeutico. Essi aiutano a leggere la sofferenza non come un difetto da correggere, ma come il segnale di bisogni relazionali fondamentali che cercano espressione.

Integrare questa prospettiva nella pratica significa, in ultima analisi, restituire centralità alla dimensione relazionale della mente umana e riconoscere che la salute psicologica non è assenza di conflitto, ma capacità di muoversi con flessibilità tra diversi sistemi motivazionali, adattandosi in modo creativo e vitale alle sfide dell’esistenza.

 

PER INFORMAZIONI:


Studio Psicoterapia e Consulenza Psicologica

Dott. Antonello Viola

Sedi: Settimo San Pietro (CA), Via Basilicata n. 5

Tel. 3200757817 (anche whatsapp)

e-mail: antonello.viola@gmail.com

web: antonelloviola.com