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Dieci minuti di autoriflessione per meditare su se stessi

Quante volte ci capita di sederci o sdraiarci e restare in una condizione di completa tranquillità e quiete, e di ponderare o riflettere su come ci sentiamo, come ci sia andata la giornata e di che cosa abbiamo bisogno? Questo esercizio, molto utile per la propria crescita personale, richiede la capacità di ritagliarsi quotidianamente uno spazio di autoriflessione e introspezione personale: alcune tecniche meditative e/o di rilassamento psico-corporeo (come il training autogeno ad esempio) possono certamente facilitare questo compito, in quanto riescono a creare le condizioni ideali per la definizione di uno spazio meditativo intrapsichico. A seguire faccio un elenco di quesiti che potrebbero aiutare questo genere di meditazione, e che tutti potremmo porci nell’ambito di un esercizio meditativo quotidiano al termine di una giornata, o semplicemente di notte, prima di dormire: anche soli dieci minuti possono essere sufficienti, dieci minuti impiegati costruttivamente su di se, ...
L’IMPORTANZA DELL’AUTOCOMPASSIONE COME RISORSA DELL’EGO I bambini i cui genitori sono poco amorevoli, o eccessivamente ipercritici, denigratorii o autoritari, sovente diventano individui adulti invischiati in una lotta intrapsichica con la loro autocritica, e spesso con tutte le difficoltà che possono essere legate anche a un’elevata tendenza critica o giudicante nei confronti degli altri. Spesso le persone eccessivamente autocritiche si abituano ad attribuire (anche in mancanza di prove tangibili) le ragioni di esiti negativi o circostanze poco gradite a una serie di generalizzazioni fisse o rigide che hanno a che fare con delle loro caratteristiche negative, piuttosto che con una serie di fattori oggettivi di causa-effetto. Per esempio, per un individuo intrappolato nella sua autocritica, un risultato non eccellente a un esame o il suo mancato superamento, il non superamento di una prova di selezione per un posto di lavoro, la fine di una relazione, potrebbero trasformarsi i...
                                  Aaron Beck, il pioniere delle scienze cognitive BECK PROPONE UNA TEORIA INTEGRATIVA DELLA DEPRESSIONE In un nuovo articolo pubblicato su “Clinical Psychological Science”, Aaron Beck, il pioniere della scienza cognitiva che ha rivoluzionato la ricerca scientifica sulla depressione, e il suo collega Keith Bredemeier, dell’Università di Pennsylvania, mirano ad integrare i risultati ottenuti in una serie di importanti studi sulla depressione, per sviluppare un modello teorico globale e coerente del disturbo. Con il loro modello unificato, Beck, James McKeen Cattell Fellow e Bredmeier, attingono dai risultati ottenuti a vari livelli di analisi in discipline diverse, tra cui cliniche, cognitive, biologiche e approcci evolutivi, e forniscono un quadro ampio che spiega la sintomatologia della depressione e il suo corso naturale, dalla sua insorgenza alla guarigione...
Recentemente ho avuto il piacere di essere intervistato dalla sociologa Enza Angela Massaro, giornalista della testata giornalistica online Fanpage.it , su una serie di tematiche riguardanti la dipendenza affettiva e le relazioni di coppia. Con lo stesso piacere di seguito condivido i link con i diversi estratti dell'intervista:   http://autori.fanpage.it/la-codipendenza-affettiva-il-parere-dell-esperto/   http://autori.fanpage.it/in-amore-vince-sempre-chi-fugge/   http://autori.fanpage.it/voce-del-verbo-amare/
Voce del verbo amare… Il segreto per un amore felice è lavorare su se stessi a partire da alcuni concetti base, come "autostima" e "resilenza"...
In amore, vince sempre chi fugge? Elencazione delle caratteristiche di un adulto con un modello d'attaccamento insicuro distanziante... ovvero chi scappa dai conflitti, dai chiarimenti... che persona è, perché lo fa? Ecco una spiegazione...
        La codipendenza affettiva: il parere dell’esperto Uno studio sulle dipendenze affettive: la codipendenza, la strategia di controllo, lo sviluppo della personalità dipendente.